I Salotti della Conoscenza di Quin – Project Management e innovazione in tempi esponenziali

I Salotti Virtuali della Conoscenza sono una iniziativa lanciata da Quin durante il lockdown per approfondire temi di attualità in ambito operations, project management e data analytics con l’aiuto di ospiti ed esperti. Ora disponibili nel canale YouTube di Quin, sono utili strumenti di riflessione e operativi per pianificare il futuro delle organizzazioni.

In questi ultimi mesi alcuni termini si sono insediati nel nostro vocabolario: ad esempio resilienza, innovazione, gestione della complessità. E proprio di questo si  è parlato durante il Salotto “Project Management e innovazione in tempi esponenziali” condotto da Luca Comello, Head of business consulting Quin, con la partecipazione di Massimo Conte, Project Manager e Instructional Designer.

Il Salotto è stata l’occasione per parlare degli scenari futuri per le nostre organizzazioni adottando le logiche provenienti dalla teoria della complessità con l’obiettivo di fornire punti di vista nuovi per affrontare le sfide che manager e imprenditori saranno chiamati a gestire.

Quali i principali argomenti trattati e quali i takeaways? Scopriamoli insieme.

Argomenti

  • Noi abbiamo una tremenda necessità di vivere in un mondo prevedibile, perché il mondo ordinato consente di sopravvivere facendo delle ipotesi sul futuro. La teoria della complessità ci insegna però che questa ipotesi non è vera perché i fenomeni deterministici rappresentano una piccola parte dei fenomeni dell’universo.
  • Una crescita lineare per noi è più facile da immaginare: se immaginiamo un piano cartesiano, è una retta in cui il tasso di crescita è costante. In una crescita esponenziale, il tasso di crescita invece accelera nel tempo. Un esempio, come abbiamo imparato bene in questo periodo, è invece un virus.
  • Le tante reti globalizzate di cui facciamo parte noi e le nostre organizzazioni sono governate da equazioni non lineari. Questa crisi dovuta al Coronavirus è stata un’epifania, cioè una manifestazione di qualcosa che prima era invisibile. Una presa di consapevolezza di massa.
  • In questi contesti le nostre organizzazioni devono imparare a diventare resilienti, o addirittura antifragili, termine coniato da Nassim Nicholas Taleb per definire l’esatto opposto di fragile. Ciò che è robusto o resiliente regge bene i colpi e non subisce danni quando viene sottoposto a degli stress, mentre ciò che è antifragile addirittura migliora. Si tratta di costruire sistemi dotati di ridondanza e flessibilità.
  • Resilienza e ridondanza sono costose, e nel post Covid ci sarà una spinta fortissima verso la “conservazione”. È fondamentale però rifarsi al concetto dell’organizzazione ambidestra, alimentando entrambi i motori di cui un’organizzazione ha bisogno secondo la proporzione 70-20-10: il 70% delle risorse va dedicato al motore 1 del Core Business, il 20% all’innovazione incrementale del motore 1, il 10% al motore 2 dell’innovazione radicale che ha lo spirito di una startup con idee, sperimentazioni e possibili fallimenti.

Key takeways

  • Il compito dei leader post Covid sarà quello di tutelare l’innovazione, che rischia di rimanerne schiacciata. Se torneremo a fare tutto come prima, avremo perso una grande occasione.
  • L’innovazione dovrà essere reale, convincente e condivisa all’interno delle nostre organizzazioni. Si dovrà basare su linee guida chiare, processi e metodologie agili e aperte al cambiamento, e sistemi informatici altrettanto flessibili.
  • La resilienza si crea alimentando una cultura del risk management e costruendo relazioni di partnership all’interno di reti di valore.

Per risentire e fissare questi concetti, sarà d’aiuto rivedere il Salotto Project management e innovazione in tempi esponenziali, che è uno tra i tanti proposti all’interno di un palinsesto ricco di idee, proposte e soluzioni nelle nostre aree di competenza: Project & Innovation Management, Operations & Supply Chain Management, Business & Data Analytics.

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